Come mai il “nettare delle api” si chiama miele? Ci sono mille risposte, ma la più quotata è quella che ci riconduce agli ittiti, una popolazione indoeuropea che abitava la parte centrale dell’Asia minore, nel 2° millennio avanti cristo, che chiamava tale alimento “melit”. A suffragare tale ipotesi è anche la storiografia che certifica che il miele ha rappresentato fino a pochi secoli fa l’unico alimento zuccherino concentrato a disposizione dell’uomo, non solo, ma che esso era usato fin dagli uomini primitivi (cosa confermata dai disegni rupestri) e soprattutto dagli egizi che letteralmente adoravano l’ape e valorizzavano i suoi prodotti: la propoli per mummificare i faraoni ed il miele che oltre ad essere usato in vita, sia come vivanda, sia come medicamento, veniva posto in vasi vicino ai defunti per alimentarli nel loro viaggio verso l’aldilà. Abbiamo pure corrispondenze dell’uso del miele da parte dei Sumeri e dei Babilonesi, insomma possiamo dire che l’ape ed i suoi prodotti ha accompagnato l’uomo durante la sue evoluzione e … speriamo lo accompagni ancora per altri millenni.