A invernamento effettuato ho fatto una sintesi della campagna antivarroa nel mio apiario. Il trattamento tampone fatto su indicazione dell'associazione a fine luglio con le due striscie apivar/arnia nel mio apiario non ha dato risultati eclatanti. Le cadute infatti sono state abbastanza contenute (dell'ordine di alcune decine) e prefigutavano una carica/varroa minimale. Tolte le striscie dopo 50 gg, tempo massimo di impiego secondo la normativa d'uso, ho fatto un ossalico subblimato di verifica ed ho avuto una caduta significativa (dell'ordine 50/60) che mi ha dimostrato che le varroe c'erano ancora. Ho effettuato allora ancora alcuni trattamenti con ossalico subblimato cadenzati settimanalmente per arrivare al trattamento eradicante in condizioni ottimali notando cadute in diminuzione. A fine ottobre dopo aver accertato che non c'era covata (avevo le api a 1.300 m) ho effettuato il trattamento con ossalico con una caduta minimale (da alcune varroe ad un massimo di 20). La prima settimana di novembre, tempo in cui ritengo ridotto il pericolo saccheggio, ho portato l'apiario nella postazione invernale (Samoclevo) ed ho fatto un test di verifica: su 11 arnie ho visto un solo acaro caduto. Quindi riassumendo ritengo di avere attualmente una carica varroa/arnia minimale che mi dovrebbe lasciare tranquillo fino in primavera, non mi ritengo soddisfatto dell'apivar in quanto, coprendo più di due cicli di covata, doveva dare più risultato, e sottolineo che è stata importantissima la verifica post-trattamento ed il successivo cadenzamento dell'ossalico per ottimizzare le famiglie.