Ieri, durante la riunione mensile dell'associazione, il prof. Angeli ha illustrato la "riscoperta" dello zucchero semolato come alimentazione autunnale delle api, metodologia già usata nei decenni precedenti e poi abbandonata per la commercializzazione di prodotti più economici. Ora la situazione è radicalmente cambiata: il candito è rincarato notevolmente, le sostanze zuccherine utilizzate per i prodotti commerciali derivano in gran parte dalla lavorazione del mais in fase lattea e quindi con residui, rilevati da analisi, anche se non in quantità rilevanti, di nicotinoidi (veleno micidiale per le api), in caso di alimentazione liquida stimoli per il saccheggio, ecc., quindi si9 sono mature le condizioni per il ritorno all'alimentazione con il classico zucchero da cucina, considerando anche che è zucchero al 100% e depurato da ogni residualità. Come si somministra: tale e quale stendendo un foglio di plastica o un piattino, sempre di plastica, sopra i favi, versando su essi lo zucchero, umidificandolo infine con uno spruzzino con acqua e succo di limone, per facilitare l'assimilazione delle api ed impedire loro di farlo cadere nel vassoio varroa. Si copre l'arnia con il coprifavo rovesciato. Lo zucchero oltre che come alimento serve come spugna per l'umidità in quanto igroscopico e nel contempo obbliga le api a raccogliere tutte le goccioline che si formano internamente per condensa per sciogliere i cristalli.