Si avvicina il periodo dell'acacia, quindi il tema è di attualità. Come fare ad ottenere un miele monofloreale? Alcune cose dipendono da noi, altre sono imprevedibili e sono riconducibili al microclima: anche se c'è una fioritura straripante non sempre si fa miele in senso assoluto o di quella specifica varietà. Il nettare si forma prevalentemente durante le ore notturne perciò è necessario che in tale orario ci sia una temperatura sufficiente ed una umidità adeguata: troppo freddo o troppo secco non permettono alle piante di fare nettare. Non deve piovere: l'acqua piovana inzuppa il fiore e diluisce il nettare che non diventa più appetibile alle api, nel contempo non può esserci troppo vento in quanto asciuga la soluzione zuccherina. Per chi fa rododendro soprattutto bisogna ricordare che gelate invernali possono aver compromesso la fioritura riducendone il potenziale (pochi fiori e asfittici), non dando produzione.
Premesso quindi che la fioritura ci sia e sia positiva per l'apicoltore, bisognerebbe sostituire (o mettere se non c'erano)i melari vuoti quando la fioritura che ci interessa è iniziata e le api importano nettare da essa e toglierli appena detta fioritura inizia a declinare. In questo modo si evita di "sporcare" il miele monofloreale con altre essenze che fioriscono nel periodo. Obbligatorio a questo punto è asciugare il miele prima della smielatura in quanto le api non hanno avuto il tempo di concentrarlo. I melari incompleti tolti prima si possono ridare per essere completati. Ricordarsi che un ottimo miele millefiori è, secondo me, mille volte più appetibile che un anonimo miele monofloreale.