Non tutti lo sanno, ma la principale ricchezza che ci danno le api non é ne il miele, ne il polline, ma il loro lavoro di impollinazione delle piante. Moltissime specie vegetali dipendono infatti, per la loro impollinazione e conseguentemente per la loro produzione quanti/qualitativa, dagli insetti pronubi, in sostanza dalle nostre api. Nessuno degli agricoltori mette in dubbio questa considerazione, ma per meglio evidenziarla ho fatto alcuni calcoli ipotetici basandomi su dati avuta da Sergio o trovati su degli appunti e …. Le conferme ci sono, eccome!
Il nettare è un liquido zuccherino prodotto dai fiori delle piante per attirare gli animali impollinatori. Generalmente un fiore produce mediamente 2 milligrammi di nettare al giorno, nettare che grossomodo ha una percentuale di zuccheri che si aggira sul 20%. L’ape raccoglie per ogni viaggio mediamente 40/50 milligrammi di nettare ( corrispondenti ad oltre metà del proprio peso corporeo) bottinando quindi circa 20 fiori per uscita. Il nettare viene elaborato dall’ape e immagazzinato, dopo vari passaggi, nelle cellette ed asciugato, prima di essere opercolato, con la ventilazione fino ad una umidità di circa 18%. Se facciamo una semplice proporzione riferendosi ai 2 milligrammi di nettare/fiore (nettare 80% acqua, miele 20% acqua) abbiamo che ogni fiore visitato permette all’ape di elaborare 0,5 milligrammi di miele maturo, quindi ogni chilogrammo di miele richiede la visita da parte delle api di ben 10 milioni di fiori!!!!!!
Fate voi i vostri conti sul valore dell’impollinazione considerando, visto che siamo nelle valli dei “pomi”, che 6 mele fanno circa un chilogrammo di frutta.