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ARGOMENTO: prepariamoci all'inverno

prepariamoci all'inverno 12 Anni 5 Mesi ago #357

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Il freddo di questi ultimi giorni è il preludio del prossimo inverno e quindi, in attesa della serata con il dott. Fontana in cui saranno approfondite le tematiche, possiamo già iniziare le operazioni preliminari di invernamento.
Innanzittutto non dobbiamo più somministrare alimentazione liquida: crea umidità pericolosa e le api non riescono più ad elaborarla in modo ottimale. Valutare quindi le scorte, soprattutto sotto l’aspetto qualitativo (si riscontra una forte presenza di “miele”cristallizzato e quindi non utilizzabile da parte delle api) ed agire di conseguenza: se sono cospicue ed ottime tutto ok, altrimenti bisogna programmare i tempi di posa candito, soprattutto in caso di “manna” in quanto la valutazione che si fa soppesando il peso dell’arnia è ovviamente falsata.
La covata, già ridotta generalmente nelle ultime settimane, soprattutto ad altitudini superiori ai 1.000 metri risulta ristretta al massimo ad una rosetta e quindi siamo ormai prossimi al blocco invernale. Si ritiene ancora troppo presto per effettuare il trattamento invernale in quanto qualche cella ancora opercolata si trova tuttora.
Attenzione all’orfanità: le api non sono più in grado di “farsi” una regina e quindi è necessario unire le famiglie orfane pena la perdita dell’alveare.
Possiamo iniziare a pensare anche alla coibentazione invernale che non deve essere ne troppo leggera, ma nemmeno troppo massiccia: ricordarsi che le api soffrono più l’umidità che il freddo, quindi hanno bisogno di “respirare” …. non usare quindi materiale che impermeabilizzi o spessori “soffocanti”, preferibilmente (ma leggasi obbligatoriamente) isolare solo la parte superiore (coprifavo) ed eventualmente il cassetto che fa “ponte” e condensa l’umidità.
Ricordarsi di stringere le famiglie sui soli favi coperti: ottimale è l’uso di diaframmi un po’ più abbondanti, sia in spessore, sia di superficie (dovrebbe coprire l’intera sezione dell’arnia) per garantire una migliore “chiusura” ed un minor volume da riscaldare. Stringere verso il lato dell’alveare che si ritiene più caldo (il più soleggiato ed il meno esposto al vento).
Per poter localizzare il candito in modo ottimale sarebbe opportuno che i due fori del coprifavo non risultino allineati (come nei coprifavo in commercio), ma fatti sfalsati in modo che ruotando opportunamente il coprifavo stesso almeno un foro (quello che si dovrebbe utilizzare) risulti il più possibile vicino al centro dei favi lasciati.
In attesa di maggiori e più referenziati dettagli da parte del dott. Fontana (mi raccomando massima partecipazione visto sia l’oratore sia l’attualità della relazione) si invità chi non lo ha ancora fatto a restringere le porticine delle arnie.
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prepariamoci all'inverno 11 Anni 7 Mesi ago #446

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2014: anno particolare! Purtroppo è già da tempo che avremmo dovuto iniziare le operazioni di invernamento, e molti di noi lo abbiamo già fatto, per ripristinare, o meglio dotare le nostre famiglie di scorte invernali. A fine estate tantissime delle nostre casette avevano scorte minimali ed insufficienti, per cui era indispensabile intervenire perché le api non morissero di fame, ma la quasi totalità delle famiglie non avevano, e non hanno se non siamo intervenuti, cibo in magazzino in quantità tale da garantire il periodo invernale. E' necessario provvedere urgentemente in quanto siamo ancora in tempo a nutrire con alimento liquido in quanto le api, nonostante il meteo non sia del migliore, possono ancora lavorare ed uscire in volo e quindi immagazzinare in modo consono ed accessibile le scorte per i mesi di reclusione.
L'alimentazione liquida è anche importante per favorire il prolungamento della ovodeposizione ed avere il maggior numero possibile di api invernali "non punte", premessa basilare per avere garanzie sulla vita della famiglia in primavera.
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