Il brutto tempo di questi giorni, e non è una battuta, aiuta l'apicoltura! Sulla scorta dell'esperienza dello scorso anno in cui una primavera anomala ed anticipata aveva originato una ripresa precoce e vigorosa dello sviluppo delle famiglie con un conseguente blocco e stallo cusato dal ritorno di freddo che ci ha fatto perdere i primi raccolti, la timida ripresa dell'ovodeposizione riscontrata quest'anno è in linea con il normale andamento previsto per le nostre api ed è compatibile con il trend vegetativo. Bisogna però assecondare e seguire le nostre famiglie in questo momento delicato in cui sono particolarmente vulnerabili. Innanzitutto accertarsi della presenza di adeguate scorte (sarebbe da criminali avere morie per fame dopo che le api hanno passato l'inverno e superato indenni le negatività varroa), ricordiamoci che questo è il periodo di maggior consumo e che l'importazione di polline non è esaustivo, ma soprattutto verificare che le scorte siano accessibili, cioè siano usufruibili sia sotto l'aspetto qualitativo (no manna o nutrimento cristalizzato), sia che siano poste all'interno di un potenziale glomere (ancora possibile durante le giornate più grigie). Se si visitano dovremmo ulteriormente stringerle sui favi presidiati significativamente disponendo le scorte e gli spazi di covata opportunamente in modo da favorire un ottimale sviluppo anche in caso di condizioni meteo difficili.