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ARGOMENTO: Visite/lavori

Visite/lavori 12 Anni 5 Mesi ago #351

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Il 2013 è stata una annata particolare e quindi non si poteva non rilevare disomogeneità varie: sia nella produzione, sia nei risultati della lotta estiva contro la Varroa, sia nelle scorte attualmente presenti nelle nostre famiglie: alcuni alveari presentano scorte eccessive tanto che qualcuno non ha neppure spazio per la covata, altri invece sono quasi carenti di miele. Ad una attenta analisi visiva i favi pieni presentano del miele chiaro, solo in parte opercolato (segno che l’importazione è recente), ma attenzione, anche molte celle di manna!
Come diceva Francesco in questo periodo dobbiamo sostenere ed incentivare la ovodeposizione autunnale per garantirci una cospicua presenza di api invernali, quindi nei nidi intasati togliere favi pieni e metterne di costruiti vuoti, mentre nelle famiglie carenti nutrire, non solo per la stimolare la covata, ma anche per costruire scorte per l’inverno. L’apporto di sostanze zuccherine deve essere sospeso fra due settimane per non procrastinare troppo la covata e permetterne il naturale blocco per il trattamento eradicante.
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Visite/lavori 12 Anni 1 Mese ago #393

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Non solo il 2013 è stato anomalo, ma anche gennaio - inizio febbraio 2014 non è stato da meno. Poco sole, tante nuvole, tanta pioggia/neve, temperature miti per il periodo, poche occasioni per le api di fare voli di purificazione, covata quasi assente, poco consumo di scorte conseguenziale, e domani, tanto per cambiare sono previste nuove precipitazioni nevose che procrastinano nel tempo la ripresa vegetativa che alcune settimane fa sembrava imminente. Tutto ciò incide sulla vita dell'ape e sullo sviluppo della famiglia. Le vecchie api, nella maggior parte, hanno ormai raggiunto il termine della loro vita ed il glomere si riduce a vista d'occhio riducendo il potenziale della covata, la regina rimane in attesa del miglioramento climatico e della percezione dell'allungamento delle giornate per iniziare/incrementare la ovodeposizione, una situazione questa che non può protrarsi a lungo. La prossima, speriamo imminente, parentesi di bel/buon tempo, oltre che a risvegliare la flora (il terreno è bello umido), farà espandere enormemente la covata ed il consumo di scorte avrà una impennata: attenzione quindi!!! Nelle prime giornate di "primavera" dobbiamo accertarci che il "peso" delle nostre arnie sia congruo e faccia presagire una presenza rassicurante di scorte, altrimenti subito candito per evitare morie per fame. Non solo, alla prima occasione che le condizioni climo/meteo ci offrono, dobbiamo fare una rapida visita alle famiglie. Non occorre "settacciarle", ma alcune cose sicuramente dovremmo farle: uno sguardo alla consistenza della famiglia e delle scorte, una rapida occhiata ai primi favi fino che si scorge la presenza di covata, togliere i favi esterni non coperti dalle api stringendole (è il periodo che inizia la muffa sui telarini non presidiati), se si notano carenze alimentari si può sforchettare qualche favo e porlo al di là del diaframma, ecc. Fare tutto bene e velocemente, freddo e saccheggi sono in agguato!
Come prassi è anche il momento di fare un ciclo di subblimato per ridurre al massimo la varroa e garantirci una certa tranquillità fino al tampone di fine luglio. ...... e tutto nella speranza che la stagione 2014 compensi il nostro lavoro/amore per le api!
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Visite/lavori 11 Anni 11 Mesi ago #415

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Dall'Università di Udine viene confermata la teoria che il danno maggiore la varroa non lo provoca direttamente, ma attraverso la diffusione di virosi..... e quindi viene confermata la obbligatorietà di una lotta all'acaro il più anticipata possibile. La tradizionale temporalità finora adottata (tampone alla fine raccolto e eradicante in autunno) permette l'infestazione abbastanza rilevante da parte dei virus delle api invernali (il virus si sviluppa anche nei due mesi successivi all'eliminazione della varroa)e quindi probabili morti invernali di famiglie. Obbligatorio diventa il contenimento primaverile dello sviluppo della varroa, sia con trattamenti alla ripresa della covata, sia dell'adozione di metodologie atte ad eliminare più acari possibile. Una suggerita per questo periodo consiste nell'inserire un favo da melario nel nido, far costruire alle api il sotto (celle da fuco) ed una volta opercolata la covata, eliminarla con la varroa contenuta (una specie di Campero per intenderci, ma con costi nulli).
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Visite/lavori 11 Anni 2 Mesi ago #711

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E' iniziato il 2015, speriamo un anno migliore del 2014, anche se le avvisaglie (vespa velutina e il coleottero tumida) non sono buone. Come purtroppo sappiamo nello scorso anno la raccolta delle api è stata pochina per cui già abbiamo dovuto provvedere a ripristinare le loro scorte in autunno, quindi con maggior attenzione dobbiamo controllarne la disponibilità ora, come? Visto che non è possibile visitare dobbiamo soppesare posteriormente le arnie e valutarne dal peso e dai confronti fra esse l'ipotetica presenza ed in caso di carenza provvedere immediatamente con apporto di candito (no assolutamente alimentazione liquida!). Solo in caso di sospetto di moria o di dubbi seri si può aprire l'arnia per una verifica.
Anche se lo scorso anno non abbiamo rilevato grosse infestazioni di varroa la nostra attenzione di fronte a tale parassita non deve scemare, quindi verso la fine mese, in una giornata calma e soleggiata in cui le api escono per i voli di purificazione, sarebbe opportuno fare un ossalico sublimato per testare la consistenza della presenza dell'acaro.
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Visite/lavori 11 Anni 2 Mesi ago #713

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Anche se è un inverno particolarmente mite è ancora troppo presto per pensare di visitare le nostre api, anche con una visita rapidissima e con i nostri insetti in volo di purificazione. Possiamo però avere anche in questo contesto delle indicazioni di massima: se tutte le arnia hanno api in volo ed una no, in quella c'è un grosso problema e va obbligatoriamente individuato anche aprendo la cassa. Dal volo stesso potremmo trarre indicazioni: più il volo è corposo più l'alveare è vigoroso e ci deve rallegrare. Se invece si nota in qualche famiglia un volo raro, per non dire quasi nullo, è un segnale di debolezza della famiglia e quindi di una difficoltà, per non dire impossibilità, di garantire un ambiente minimo per la ripresa dell'ovodeposizione..... segnare queste casse per poi, quando il tempo lo permette, visitarle ed eventualmente unirle. Possiamo anche, soprattutto nelle aree più miti e con altitudini minori, iniziare a vedere importazione di polline: segno evidente di una ripresa significativa della covata. In tale contesto ricordo l'importanza di un intervento con ossalico sublimato prima di una presenza rilevante di covata stessa per limitare il più possibile la varroa.
Non ultimo ricordo l'importanza di una visita al cassetto: prima cosa tenerlo pulito per evitare ristagni d'acqua (umidita!!!!) e avere solo "tracce" recenti, poi per verificare costantemente la dislocazione e il volume del glomere con l'osservazione dell'ultimo sedimento ..... sedimento che ci dà anche altre informazioni: la rosura degli opercoli attaccaticcia segnala il consumo delle scorte, quella più asciutta la nascita delle nuove api, la presenza di uova la ripresa riproduttiva e la necessità delle api di eliminarne qualcuna o per difetti congeniti o perché la regina deponeva più uova del potenziale spazio vitale garantito dal glomere.
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Visite/lavori 11 Anni 1 Mese ago #714

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L'ultima settimana particolarmente mite e l'allungamento delle giornate hanno sicuramente favorito la ripresa della ovodeposizione confermata anche dalle prime importazioni di polline. Attenzione però, l'inverno non è terminato e repentini ritorni di freddo sono ipotizzabili, quindi stringere le famiglie considerando che le nascite di api nuove non compensano ancora la moria delle api invernali, api che in considerazione della passata stagione non hanno una eccessiva longevità. La covata deve essere ben presidiata dalla famiglia, quindi cercare di tenerla ristretta ed all'interno del potenziale glomere per non perderla durante notti di gelo che compattano le api lasciando scoperta quella più lontana.
Attenzione anche alle scorte a disposizione delle api: devono essere accessibili anche con il glomere in essere e assimilabile dalle api (quindi no a manna e &)..... sarebbe deleterio perdere ora le nostre famiglie per fame! Vista la stagione, ricordarsi che l'unico apporto nutritivo è tramite candito. In caso di famiglie particolarmente ridotte e non in grado di accedere dal coprifavo il candito deve essere collocato direttamente sopra i favi interessati e con il coprifavo rovesciato sopra, eventualmente sigillato con dello scotch per evitare spifferi.
Ultima modifica: 11 Anni 1 Mese ago da meloinfiore.
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