Dalla lettura dei resoconti della borsa nazionale del miele, tenuta a Castel San Pietro Terme lo scorso 15 settembre, si evince che la sensazione di una annata no per la produzione di miele locale, soprattutto nell’Italia settentrionale, è ampliamente confermata. L’offerta degli apicoltori nazionali non copre, se non in minima parte, la richiesta degli invasettatori e quindi i prezzi spuntati sono lievitati, come sarà conseguentemente accresciuta l’immissione di prodotto importato. Speriamo (anche se i precedenti non sono incoraggianti) in controlli meticolosi che evitino contraffazioni.
I prezzi, riferiti a partite commercializzate in fusti di mieli che ci interessano, oscillano fra:
Acacia: euro 6.20/6.80
Millefiori: 3,40/4,00
Castagno: 4,50/5,00
Considerando che le partite di prodotto biologico sono state quotate in media 1,5/2,00 euro in più e che il nostro prodotto si può ad esso paragonare, anche se non certificato, ritengo che per il corrente anno possiamo chiedere qualche euro in più per vasetto senza nessun timore.
Raccomando nuovamente serietà: per crearci un nome e la clientela abbiamo impiegato tanto, basta la cretinata (leggasi spacciare per locale un miele che non lo è) di qualcuno per rovinare il lavoro di tutti.