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ARGOMENTO: Situazione delle famiglie

Situazione delle famiglie 12 Anni 4 Mesi ago #421

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Martedì, quindi visita settimanale alle mie fanciulle. Complessivamente sono rimasto soddisfatto, sia perchè il piano antisciamatura (regine giovani, max 2 anni e programmazione dello spazio disponibile)ha avuto, per ora successo, nessun segno, nemmeno in quelle forti con melario, sia perchè lo sviluppo delle famiglie segue il trend previsto. Nello specifico le famiglie con melario hanno 8 telaini di covata, quindi ho tolto loro uno di scorte e messo un foglio cereo, così sono occupate e non hanno pensieri di fuga. La raccolta di miele è significativa in uno (quasi troppo), mentre i melari degli altri sono si presidiati significativamente, ma sono stai contemporraneamente appena iniziati(per capirci, a me il miele di melo/tarassaco non interessa). Tre famiglie sono in dirittura d'arrivo (5/6 di covata, oggi messo un foglio cereo)e quindi la prossima settimana altro foglio cereo e melario. Delle quattro restanti ho fatto due famiglie forti (su 8 telaini e 6 di covata) spostando in esse la covata delle altre due e due nuclei jolly (formati dalla regina, da una facciata di covata e dalle api che ritorneranno). E' importantissima la covata di questo periodo: se pensiamo che dall'uovo alla nascita passano 21 giorni e che altrettanti sono necessari all'ape per diventare bottinatrice, vuol dire che la covata attuale è quella che ci darà, almeno qui da noi, le produzioni migliori (miele di alta montagna!). Visto il tempo previsto, non tanto bello sembra, per incentivare la covata ho messo da 4 gg (inizio brutto tempo) alle arnie in espansione (senza melario) dei rudimentali nutritori a goccia (vasetto di vetro con tappo forato: 3 fori fatti con una puntina da disegno con punta rotonda).
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Situazione delle famiglie 12 Anni 3 Mesi ago #431

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Leggendo i post precedenti mi viene da sorridere ..... c'era speranza, ora purtroppo la situazione è completamente diversa: ci stiamo avviando verso una delle peggiori annate per per il mio apiario. Ci sono si ancora 45 giorni teorici di raccolto, ma le casse sono desolatamente vuote, sia nel nido che nel melario. Il meteo avverso di questo ultimo mese ha rallentato, per non dire bloccato, lo sviluppo delle famiglie per cui il potenziale si è ridotto. Che fare? Le prossime giornate, almeno secondo le previsioni meteo, non dovrebbero essere propizie e se il bel tempo tarda ad arrivare anche l'acacia è destinata a passare .....senza lasciare prodotto! Partendo dal vecchio detto che per far miele non occorrono tante arnie, ma arnie forti, ieri ho iniziato ad unire le 4 famiglie più deboli (5/6 favi di covata)che vista la situazione di sviluppo rapportata al periodo non garantiscono più un raccolto soddisfacente ottenendo 2 famiglie forti di 10 favi di covata e due mininuclei (favo della regina + 1 di scorte) che mi serviranno assieme ad alcune apidea già pronte per preparare le regine 2014. Come avevo anticipato nei post precedenti provo (finora sono riuscito) ad evitare la sciamatura puntando su regine giovani (dell'anno prima nella quasi totalità delle famiglie) e la gestione dello spazio e dei fogli cerei. Per fare ciò, visto che non ho, e non voglio, celle di sciamatura, devo far sviluppare le celle reali da traslarvo (che acquisto) in mininuclei. Le prime regine che ottengo le destino alla sostituzione delle regine che compiono l'anno, il secondo round lo destino alla preparazione delle regine per i nuclei della messa a sciame, messa a sciame che secondo me è fondamentale per il controllo della varroa, ma che presenta un aspetto delicato: le regine autoprodotte dal nucleo-covata, sempre secondo me, lasciano a desiderare in fatto di potenzialità: 1. sono prodotte da un numero limitato di api, la maggior parte delle quali sono state parassitate dalla varroa; 2. le celle reali vengono "tirate" in un periodo in cui le fioriture (almeno le più interessanti) sono passate; 3. le api devono "tirare" molte celle, le prime delle quali (+ ricche di pappa reale) devono essere eliminate, quindi le regine sono ottenute da larve con poca disponibilità di pappa reale, segni evidenti: celle piccole, liscie e senza avanzi di pappa alla nascita della regina (normalmente c'è sempre qualche avanzo di pappa nella cella all'uscita della regina); 4. i fuchi disponibili a settembre sono carenti in tutto: sia come numero, sia come potenzialità!
Ultima modifica: 12 Anni 3 Mesi ago da meloinfiore.
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I seguenti utenti ringraziano:: slmartinelli

Situazione delle famiglie 12 Anni 3 Mesi ago #434

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Come cessa il vento, come appare un raggio di sole, come il freddo diventa un brutto ricordo, le api riprendono con lena a scorrazzare creando un festoso andirivieni davanti all'apiario dandoci l'illusione dell'inizio, tanto sospirato, di una significativa raccolta, però purtroppo per ora è solo e solamente una illusione, finora il consumo di miele per la vita della famiglia è stato superiore alla quantità di nettare importato, ed i melari desolatamente vuoti ne sono testimoni: le basse temperature, il vento costantemente presente e la quotidiana pioggerella ne sono i responsabili. Peccato, perchè le premesse primaverili e lo sviluppo iniziale delle famiglie facevano sperare in altri e più favorevoli scenari. Quel che preoccupa è che anche le prospettive più immediate non sono rosee: per attendere un meteo favorevole sicuramente bisognerà aspettare ancora una settimana (ma poi arriverà?), ma intanto il rododendro sito nelle aree più basse (1.500 metri) sembra compromesso: il gelo ha danneggiato le loro gemme fiorifere e non solo, non ci rimane che sperare in quelli posti a quote maggiori che sono ancora protetti da una coltre di neve che dovrebbe preservarli nella loro vitalità, e poi nel lampone, ma comunque dobbiamo spostare di una quindicina di giorni rispetto allo scorso anno le fioriture di alta montagna ... ed intanto sperare!
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Situazione delle famiglie 12 Anni 3 Mesi ago #435

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Visita in apiario in chiaroscuro: appena giunto mi sono fermato a vedere la moltitudine di api che in un vorticoso via vai portavano quanto raccolto, e questa volta era raccolto perchè partivano decise e non giravano a vuoto come le ultime settimane (o mesi?), arrivavano cariche e ripartivano subito per un altro giro..... anche il primo melario che ho tolto e che pesava tantissimo mi ha riempito di gioia dopo tante delusioni ..... , ma come in Italia quando si pensa di aver ormai raggiunto il fondo e che qualcosa di peggio non possa accadere, .... qualcosa di imprevedibilmente negativo accade .... ed è purtroppo accaduto anche nel mio apiario: manna!!!! Manna ovunque, non solo nei melari, ma anche, ed è questo che mi preoccupa di più, anche nel nido!!!! Ho guardato con malinconia e sconforto i favi pesanti e già bianchi di manna ed in cuor mio pensavo che era meglio quando i favi erano desolatamente vuoti.
Che fare? Ho messo subito i fugaapi sotto i melari, ho tolto i favi da nido più compromessi (pieni zeppi di manna) sostituendoli con favi costruiti e sono letteralmente corso a preparare la postazione in quota .... domani trasferisco l'apiario!
Mia figlia, per tirarmi su, mi ha proposto di commercializzare, come specialità, tranci di favo con manna ....
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Situazione delle famiglie 12 Anni 3 Mesi ago #436

  • gabri62
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No...... anche la manna pensavo che per quest'anno
le disavventure fossero finite.
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Situazione delle famiglie 12 Anni 3 Mesi ago #437

  • Paolo
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Fin'ora mi sono atenuto dal postare ma questa della manna è una notizia devastante.
A partire dai primi di aprile qui in Vallagarina, probabilmente causa trattamenti, è iniziato uno spopolamento generalizzato di bottinatrici di nettare (di polline ce n'era fin troppo). Poi abbiamo avuto il fenomeno della mancata importazione che ha devastato le arnie che è continuato fino all'avvento del tiglio. Adesso il caldo sta mettendo a dura prova anche questo.
Oggi una visita in apiario a nord di Trento e ho trovato i melari vuoti anche di api. Si sente odore di castagno ma non si capisce dove lo portano perche anche i nidi non sono poi così pieni, al contrario 4, anche 5 telai intasati di polline.
Adesso ci mancha solo la manna... è una catastrofe.
E di questo l'Assessorato Provinciale si disinteressa totalmente. Sarebbe importante per gli apicoltori poter capire le cause di questi fenomeni attraverso i risultati di un serio piano di monitoraggio analitico.
Questo ci consentirebbe di escludere la causa ambientale per concentraci su quella sanitaria o viceversa.
Quest'anno i problemi sono stati generalizzati, ma siamo ancora qui a fare ipotesi per spiegare un fenomeno che ci ha coinvolti tutti, con varianti nelle singole zone legate alle pratiche agricole.
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