News dall'Associazione
Anche in inverno bisogna andare in apiario
- Dettagli
- Creato Lunedì, 04 Febbraio 2013 20:15
- Visite: 3250
Anche in questo periodo invernale in cui i controlli interni all’alveare sono problematici a causa del freddo e la versatilità meteorologica condiziona la vita della natura, sia essa vegetale che animale, non dobbiamo esentarci dal visitare i nostri apiari: le api sebbene abbiano ridotto la loro attività, non sono in letargo e possono avere bisogno di noi.
Innanzitutto per verificare se eventi esterni possano aver danneggiato e/o messo in criticità le nostre amiche, ma anche per avere delle conferme e rassicurazioni circa la loro vivacità e potenzialità. Infatti se in una bella giornata da tutte le arnie escono api in volo di purificazione meno che da una è segno che esiste in quella famiglia qualche problema e bisogna assolutamente approfondire, sia se c’è rimedio cercando di trovare la soluzione, sia in caso di morte per eliminare la cassa onde evitare saccheggi. Anche la quantità delle scorte si può ipotizzare con una certa tolleranza in modo empirico soppesando l’arnia (si solleva la parte posteriore) e se ci sono alveari particolarmente leggeri bisogna mettere urgentemente candito per evitare morie da fame particolarmente insidiose in questo periodo di ripresa della covata e conseguente impennata di consumo scorte. Attenzione pure ad un segnale evidentissimo: anomale deiezioni, soprattutto se strisciate nella parete anteriore dell’arnia e sul predellino, sono segno di nosema .
Ma anche non aprendo la cassa le api ci danno indicazioni precise della loro situazione: basta osservare attentamente il cassettino sotto la rete antivarroa. Dall´esame di quanto troviamo sul fondo si possono ricavare molteplici informazioni:
1. dalla estensione dei residui possiamo risalire alle dimensioni del glomere e della sua collocazione sui favi;
2. dal colore dei residui possiamo calcolare sia, valutando i residui chiari, l’attività di disopercoltura delle cellette contenenti miele da parte delle api, sia alla presenza e/o sviluppo della covata quantificando i residui scuri derivanti dagli opercoli delle cellette contenenti covata. Se non si trova traccia di covata (residui scuri) nemmeno quando le api cominciano ad importare polline è necessaria una visita per verificare che non ci sia qualche problematica: orfanità o fucaiola o regina esaurita;
3. con il passare del tempo sicuramente troviamo pezzi di cera nuova (placchette trasparenti), segnale di presenza di api ceraiole pronte a costruire favi (se ci sono fioriture di ciliegio si possono introdurre i primi fogli cerei);
4. attenzione, molti frammenti grossolani di cera, soprattutto se a strato, indicano che c’è stato un saccheggio;
5. Se invece troviamo cristalli zuccherini possiamo ipotizzare se sono sotto il foro del coprifavo ed abbiamo messo candito che le api si stanno nutrendo, se localizzati lungo i telaini o non abbiamo messo candito l’ eliminazione da parte delle api di miele cristallizzato inutilizzabile;
6. Il polline presente nel cassettino, se fresco indica una sua importazione e la presenza probabile di covata, se invece è duro al tatto, quasi un sassolino, denota processi di micosi in qualche favo;
7. se invece notiamo parti di pupe e/o larve, soprattutto in corrispondenza di ritorni di freddo, dobbiamo orientarci verso un abbandono e conseguente morte della covata non coperta dalle api, mentre zampe di api adulte o ali evidenziano il lavoro di asportazione di individui morti e caduti sul fondo .



